In una periferia di Roma che somiglia a tante periferie del mondo si intrecciano le vite di poveri cristi. “Chi sono i poveri cristi? – spiega Celestini – Sono l’ultimo della classe quando ci stavano le classi differenziali per i poveri- La pecora nera nel manicomio che risolveva il problema per quelli che stavano fuori, ma non per quelli che stavano dentro. Quello che sta inchiodato a qualche malattia senza colpa, ma anche senza futuro, eccetera. E se dico ‘eccetera’ ho detto tutto, ho detto tutti“.
Lunedì 8 dicembre, sempre alle 17.30, è la volta di “Amleto. Un granello nell’occhio della mente“, per la regia Jared McNeill, con Manuele Morgese, Diletta Masetti, Matteo Ciccioli, musica composta da Béla Bartók. Un testo basato sulla celebre tragedia di William Shakespeare, nell’adattamento di Jared McNeill e Manuele Morgese. In che misura la vendetta è giustizia? Una domanda senza tempo, purtroppo più attuale che mai. Ambientato nella notte infinita di un incubo ricorrente, questo adattamento di Amleto riduce la storia all’essenziale, esplorando la discesa nella paranoia di un principe negato mentre segue il fantasma di suo padre nel decadimento. Si addentra nella psiche di Amleto mentre naviga in un paesaggio di rovina nella sua morte morente, confondendo i confini tra realtà e allucinazione attraverso il linguaggio visivo del sogno e dell’ombra, ed esaminando la sua complicità in atti orribili come guidata da un’ossessione senza prove concrete di alcun crimine.

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